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ALLA SCOPERTA DELL'AMERICA CENTRALE
di Enzo Conte

E' inevitabile che la nostra idea dell'America Latina sia legata a degli stereotipi ormai consolidati. Sbagliamo soprattutto a considerare i latini un unico popolo con delle caratteristiche comuni. Pur avendo molte cose in comune (ad esempio la lingua, la religione) ogni nazione dell'America Latina ha una sua propria personalità. Un cubano ed un guatemalteco sono assolutamente diversi tra di loro. Sono diversi fisicamente, diversa è la loro cultura, la loro storia, il loro sistema politico e sociale, la loro economia, diversa la loro cucina, diversa la loro musica. I latini che popolano le isole caraibiche sono indubbiamente molto diversi dai latini che popolano le Ande. Nello stesso Costarica c'è una abissale differenza tra la costa pacifica e quella atlantica. Credo che sia importante accettare queste differenze, altrimenti finiremo sempre col confondere tutta l'America Latina con il Brasile o con Cuba, che nel nostro immaginario collettivo meglio rappresentano lo stereotipo latino-americano.

Col avvalorare di conseguenza l'idea che l'America Latina sia un paradiso tropicale, un gigantesco villaggio turistico, dove le popolazioni locali passano la vita a godersi le bellezze del creato. In questo modo però faremmo torto alla storia e alla realtà, talvolta drammatica, di questi popoli. Una cosa però tutte queste nazioni hanno in comune: guardano sicuramente più al modello americano che a quello europeo. Nonostante siano state colonizzate dagli spagnoli o dai portoghesi il loro modello di sviluppo è tipicamente americano e questo fattore sicuramente ci può sorprendere perché molti turisti si aspettano di trovare una maggiore influenza del vecchio continente. L'estate scorsa ho finalmente realizzato un vecchio sogno che covavo già da diversi anni: attraversare on the road tutta l'America Centrale. Sentivo che mi mancava qualcosa per comprendere per intero la magia ed il mistero che si nasconde dietro il continente latino-americano. Era necessario che colmassi questa lacuna, e che visitassi questi posti a lungo immaginati nella mia fantasia Insieme alla mia compagna Sabrina, reduci dal Congresso di Puerto Rico, abbiamo preso un aereo per Panama da lì siamo partiti alla volta della nostra avventura. Una vera sfida: 2500 km attraverso Panama, Costarica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, fino ai siti Maya della misteriosa Tikal. 

Non ricordo più quante ore di bus ci siamo fatti, spostandoci da una costa all'altra, dall'Atlantico al Pacifico, alternando paesaggi stupendi, spiagge, laghi, vulcani, foreste tropicali, siti archeologici a... paesaggi desolati dove regnavano la fame e la miseria, in paesi che solo da qualche anno sono usciti da tremende calamità naturali o da guerre civili. Posti affascinanti ma estremamente pericolosi, dove si ammazza facilmente per qualche dollaro e dove l'ingiustizia sociale e l'incertezza quotidiana regnano ancora sovrane. Posti però ricchi di umanità che ti aiutano molto a riflettere sulle contraddizioni della nostra società civile e capire anche la fortuna che abbiamo nel vivere in un posto come l'Italia, che seppur con i suoi mille difetti, rimane sicuramente tra i più belli del mondo. Musicalmente parlando abbiamo trovato una situazione abbastanza eterogenea ma sicuramente non particolarmente esaltante.

Di fatto, come succede quasi in tutta l'America Latina, la salsa è considerata una musica antica legata ormai ad un'altra generazione. Le nuove generazioni sembrano attratte in questo momento soprattutto dal reggaeton che è per la musica latina quello che la salsa ha rappresentato negli anni '70, anche se musicalmente i due generi sono molto molto diversi, anche e soprattutto dal punto di vista qualitativo. Abbiamo potuto constatare che in tutta l'America Centrale non esistono discoteche specializzate (per quanto sia a Panama che in Guatemala ci sono dei localini più salseri). In ogni discoteca la programmazione è estremamente varia. Di solito la selezione è divisa tra disco music, techno music, hip hop, reggaeton, merengue e con un po' di fortuna anche salsa. La salsa viene ballata in maniera estremamente semplice. La si balla spesso staccati, limitandosi a fare il passo base o nel migliore dei casi eseguendo qualche figura con dei semplici scambi di posto.

Eccezione è il Guatemala dove nella vecchia capitale, Antigua, abbiamo incontrato ben cinque scuole di salsa (destinate più che altro ai turisti) e dove abbiamo trovato delle serate salsere con tanto di animazione. In queste serate abbiamo notato che i ballerini locali ballavano una specie di free style., molto simile a quello ballato da noi in Italia. Musicalmente parlando la salsa che si ascolta in America Centrale è essenzialmente quella romantica, in particolare Jerry Rivera, lo scomparso Frankie Ruiz, Luis Enrique, Marc Anthony, la India. Molto ascoltata, soprattutto in Guatemala, invece la musica colombiana. Completamente assente, purtroppo, la musica cubana, in particolare la timba. Quello che però ci ha maggiormente stupito è che in tutta l'America Centrale non c'è in ogni caso una grande vita notturna. i locali da ballo sono concentrati in quella che viene definita zona rosa, ma si riempiono solo nel fine settimana. D'altra parte non è difficile capire i motivi di questa vita notturna sicuramente non paragonabile al nostro standard europeo.In questi posti non ci sono infatti le condizioni economiche e sociali ideali. Al di là di una preoccupante criminalità, ci troviamo infatti davanti a paesi estremamente poveri, dove c'è una economia tipicamente terzomondista con delle enormi differenze tra le varie classi sociali. Il ricordo che più mi è rimasto impresso di questo viaggio? Una scena non inusuale ma che in quel contesto mi ha commosso in modo particolare. Ad una delle tante stazioni di servizio a cui il nostro autobus si è fermato, i miei occhi sono rimasti colpiti dallo sguardo di una giovane india che sdraiata per terra vegliava amorevolmente sui suoi tre bimbi che dormivano sul duro pavimento. In attesa dell'alba del giorno dopo... un'alba che non possiamo che auguraci possa essere per loro un giorno diversa.

Enzo Conte

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